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Blocco dopo blocco...
Che i videogiochi possano creare una certa "dipendenza" è cosa risaputa. Non è difficile notare come molti dei titoli più celebri abbiano degli elementi studiati per inchiodare i giocatori alla sedia: l'equipaggiamento da ottenere in World of Warcraft, il +10 accanto a ogni uccisione in Call of Duty... gli esempi non mancano.
Giocando a Minecraft, che guadagna migliaia di nuovi utenti ogni giorno semplicemente grazie alle sue peculiari meccaniche e al passaparola, ho notato però come vengano spesso sottovalutate dalle grandi case di sviluppo le potenzialità di quei titoli che danno in mano agli utenti gli strumenti per modellare livelli e fabbricare interi piccoli mondi.
Minecraft, infatti, non vanta certo una grafica all'ultimo grido, ma crea probabilmente la dipendenza meno dannosa; quella data dalla gioia di realizzare qualcosa usando la propria abilità e una buona dose di fantasia. I giocatori devono semplicemente posizionare dei blocchi di diverso tipo per creare enormi costruzioni, che in certi casi raggiungono un grado di complessità incredibile.
Tutta questa popolarità ha destato l'attenzione di Valve, celebre per essere sensibile nel notare i talenti che lavorano in proprio. Non sappiamo cosa si siano detti durante la riunione organizzata con Notch (Markus Persson), l'ideatore e sviluppatore del gioco, ma quest'ultimo ha poco dopo annunciato l'intenzione di assumere altre persone per formare un piccolo team dedicato ad aggiornare ed espandere Minecraft.
Questa notizia mi ha fatto ben sperare per il futuro dell'industria dei videogiochi: prendete questo fantastico gioco, realizzato da una sola persona, e immaginate cosa potrebbe ottenere un intero team di sviluppo. Si tratta di quel concetto,“Create”, che Media Molecule, la software house che ha deliziato i possessori di PlayStation 3 con Little Big Planet, sta promuovendo assiduamente: i livelli creati su Minecraft e LBP dimostrano che c'è un enorme potenziale ancora in parte inespresso, pronto a esplodere nel prossimo futuro in quella che mi piace immaginare come l'alba di un nuovo genere videoludico.


