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Collezionali tutti
Gli obiettivi, i risultati, insomma, gli achievement, sono ormai un elemento imprescindibile nella maggior parte dei titoli che ci ritroviamo a giocare. Sulle console di casa Microsoft e Sony rappresentano una voce fondamentale dei profili di ogni utente, fonte di vanto o di semplice divertimento nel collezionarli; su PC si sono insinuati in tutti i MMORPG più importanti, oltre che su Steam. È proprio giocando a Rift e World of Warcraft che ho notato quante ore vengano dedicate da un gran numero di persone al completamento di achievement a volte estremamente tediosi, o comunque privi di qualsivoglia fattore di divertimento.
I dibattiti che li riguardano sono ormai argomento ciclico di tutti i forum più visitati, e sono sicuro che ognuno di voi abbia un'opinione a riguardo. Personalmente non ho nulla contro trofei e achievement, nel momento in cui non intaccano l'esperienza di gioco. Fin quando si parla di single player, la scelta è completamente nelle mani di ognuno di noi, e disabilitare le notifiche è questione di un secondo, ma quando ci si sposta nelle arene online è possibile, in certi casi, notare come il comportamento dei giocatori vari secondo l'achievement nel mirino, minando così il regolare svolgimento di una partita.
L'esempio più clamoroso che mi viene in mente riguarda i primi aggiornamenti dedicati alle classi di Team Fortress 2, che comprendevano, oltre ad armi e mappe, anche un pacchetto di achievement nuovi di zecca. Ecco che ogni server si trasformava in una parata di giocatori intenti a compiere le più “curiose” manovre, in barba a coloro i quali avevano il solo interesse di giocare normalmente.
Non metto in discussione il fascino di portare a termine con successo un'impresa particolarmente ardua e ottenere un “marchio” tangibile che tutti possono ammirare, ma sono dell'idea che un sistema ibrido potrebbe rappresentare una buona evoluzione di quanto ora disponibile.
Un sistema che tenga traccia di tutte le statistiche più importanti anche per giochi che non siano sparatutto in prima persona sarebbe, a mio modo di vedere, la soluzione più ovvia: quante ore si è giocato a un determinato titolo, il numero di volte che lo si è completato, e chi più ne ha più ne metta. Molti titoli incorporano già qualcosa di simile, e Steam stesso registra una lunga serie di statistiche che però non vanno a comporre un punteggio complessivo, o qualcosa che riassuma il bagaglio videoludico di ogni giocatore in modo rapidamente leggibile.
Nintendo tiene traccia, per esempio, delle ore di gioco, ma non sposa il sistema di trofei e achievement in uso dalle concorrenti.
La cosa certa è che nell'era della condivisione, completare un gioco senza qualcosa che attesti “l'impresa” compiuta non è più accettabile dalla gran parte degli appassionati. Non è raro notare, inoltre, come un DLC (un contenuto scaricabile) a pagamento comprensivo di una serie di nuovi achievement riesca ad attrarre molte più attenzioni del normale.
Sono certo che assisteremo a un'evoluzione dell'attuale sistema con l'avvento delle nuove console, fra qualche anno, o magari prima, tramite i numerosi aggiornamenti di Steam, seguendo una trasformazione molto più graduale e lenta.


