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Le prime ore con la beta di Red Orchestra 2
Dalla giornata di ieri, la Beta di Red Orchestra 2: Heroes of Stalingrad sta letteralmente occupando buona parte del mio tempo libero. Acquistando la Deluxe edition del gioco è possibile partecipare a questa fase di test per le due settimane che ci separano dalla pubblicazione, aiutando gli sviluppatori a individuare eventuali problemi da sistemare.
È bene precisare che Red Orchestra 2, proprio come il primo capitolo nato come semplice Mod e divenuto successivamente un titolo distribuito commercialmente, non è uno sparatutto in prima persona come tanti altri. Gli sviluppatori si sono concentrati sul realismo, lavorando su piccoli e grandi dettagli in grado di modificare significativamente l'esperienza di gioco, non certo adatta a tutti i palati.
Ammetto che la sovrabbondanza di sparatutto online mi ha lentamente allontanato da un genere che, negli anni passati, non avrei mai immaginato di poter abbandonare, complice la sensazione di aver provato tutto quello che c'era da provare. In Red Orchestra 2 sto ritrovando, invece, emozioni cui non ero più abituato: correre lungo il muretto di una piazza su cui si affacciano palazzi colmi di nemici, cercando affannosamente un riparo decente dietro il quale nascondermi, udendo nel frattempo le urla strazianti (il comparto audio non delude) dei miei compagni di squadra meno fortunati, vittime dei cecchini appollaiati dietro le finestre. Nessuna parete opportunamente piazzata per trovare riparo, ma edifici sventrati da raggiungere per stanare gli avversari, valutando, secondo dopo secondo, la cosa migliore da fare per conquistare ogni centimetro di un territorio infernale. Tutto ciò avviene in una delle tre mappe attualmente disponibili nella Beta, Fallen Fighters, indubbiamente la mia preferita se giocata con la collaborazione di un buon team.
I numerosi dettagli volti al realismo, primo fra tutti il comportamento delle armi, contribuiscono nel donare a situazioni potenzialmente banali un'atmosfera tesa e imprevedibile, e il supporto per server da 64 giocatori garantisce aspre battaglie virtuali fra russi e tedeschi (il gioco è ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale). Realismo significa anche estrema vulnerabilità: dimenticate i corpi capaci di assorbire proiettili tipici della gran parte degli sparatutto odierni; in Red Orchestra 2 avrete la costante sensazione di essere a un passo dalla schermata del respawn, data la possiblità di cadere a terra con pochi colpi ben piazzati.
La Beta ha la sua buona dose di problemi, ma una patch per risolvere i frequenti crash durante la ricerca dei server è già stata pubblicata, dimostrando la buona volontà dei ragazzi di Tripwire Interactive.
Non voglio certo dare giudizi definitivi su quella che è, a tutti gli effetti, una piccola porzione del gioco completo, ma queste prima ore in compagnia della Beta si stanno rivelando davvero piacevoli.


