Hot News
Passato glorioso e qualche incertezza
In questi giorni si è appresa la notizia di alcuni licenziamenti in casa id Software, la compagnia responsabile dello sviluppo di Rage, uno sparatutto in prima persona pubblicato nell'ottobre del 2011. Licenziamenti e assunzioni avvengono continuamente in questo settore, specialmente al termine di un progetto della durata di diversi anni e durante la realizzazione di un nuovo gioco - id dovrebbe essere al lavoro sul quarto capitolo di Doom, una serie che gode di un posto speciale nel cuore di molti appassionati.
Non posso negare di nutrire una considerazione particolare verso questa compagnia: ho giocato assiduamente ai vari capitoli di Quake, specialmente il terzo, dedicando molte ore del mio tempo libero partecipando a clan war e semplici partite in compagnia di amici. Titoli contraddistinti da una giocabilità subito riconoscibile, un marchio di fabbrica che ha positivamente influenzato la reputazione di id per parecchi anni. Una software house che ha sempre visto in Carmack il suo uomo simbolo, personaggio dotato di grande talento e di una parlantina tutta particolare.
Il tiepido successo di Rage e l'assenza di novità, però, pongono legittime questioni sul ruolo rivestito da id nell'attuale panorama videoludico. Nel recente passato, un gioco di questa compagnia creava grandi aspettative, fibrillazione per motori grafici innovativi su cui discutere a più non posso. Con il passare degli anni, l'avvento di nuovi protagonisti e l'inarrestabile evoluzione di questo settore, sembra quasi che id non riesca a trovare la spinta di un tempo. Si tratta di un passo indietro volontario o dovuto a qualche motivo più complesso? Impossibile saperlo con certezza, ma personalmente credo che la serie di Doom abbia ancora degli assi nella manica, una base su cui sviluppare qualcosa di convincente riuscendo a innovare nel modo corretto.
Sicuramente non siamo più negli Anni '90, ma quel decennio porta alla mente un modo di concepire i videogiochi che non riesco proprio a scrollarmi di dosso. C'è ancora spazio per id, e non nascondo il desiderio di vedere cosa abbiano in mente Carmack e soci; magari un gioco che non scenda a compromessi con il presente, forte di motivi e atmosfere "antiche" ancora in grado affascinare.
L'annuncio di questi licenziamenti non dovrebbe quindi rappresentare un segnale di allarme, ma una pratica cui il settore è (purtroppo) abituato: vedremo cosa ci riserverà il futuro.


Commenti
Effettua il login o registrati per lasciare un commentoCiao Antonio.
Vorrei approfondire alcune considerazioni, a proposito del titolo Rage, e non a caso. Includendo anche quell'ampio margine, a cornice di un vasto dipinto. Che in primo piano, non ha certo come unica protagonista, la id Software.
Bella domanda, ma soprattutto difficile mansueta risposta certa! Nella stessa misura odierna di come e' incerto e "selvaggio" (istintivo) il mondo del videogioco! E dove specifiche e "promettenti" (redditizie) sue altre certezze, lasciano anche il sottoscritto decisamente deluso, per mancanza oltre che di concretizzate degne aspettative, di nuove promesse, opportunità e più spiccati meriti. Nonché più elegante disciplina! Il caso che io non posso, e (anche se potessi, e si che potrei, ma...) non voglio, definire come mite successo del titolo Rage, è purtroppo una triste "viva" testimonianza di quest’incertezza. E a mio avviso non si tratta unicamente di un mancato riscontro progressivo-temporale, tra ciò che fu in passato e ciò che rappresenta, muta, o si in(s)tona al presente, intima storia della id Software a parte; ma in generale, vi è un dato stallo, che in misura, luoghi, e contesti differenti, ha sempre interessato ogni disciplina dell’intrattenimento. E questo blocco, "al momento" (in verità dura da un bel po') pare proprio interessare anche questa nostra cara disciplina della video-ludica, ed in più lati e conseguenze. Che in parte sa svincolarsi, certo, ma non sempre nel modo, nei luoghi e nei meccanismi più opportuni e meglio costruttivi, almeno in base ad una "valida", promettente e lungimirante saggia tradizione! La quale si, anch'io, non voglio, non "scrollarmi" di dosso (perché per me non è affatto un peso, anzi, mi da slancio) non voglio smarrire! Io direi che, per un amplio lato, si tratta di un "conflitto di interessi", inteso però, non nella comune più nota forma, ma nel particolare e distinto campo dello sviluppo artistico-creativo; imbevuto a metà tra lo stagno dell’interesse nella passione, e nella cura dedite a sviluppare un prodotto innovativo e positivamente sorprendente, ed il fiume (con troppe rapide) degli interessi economici. Un attrito con scintilla di un prodotto che nonostante (e non a caso, ne altrimenti, almeno, non ancora, tranne che in rari casi) privo di una certa cura e di una più distinta grazia, possa ugualmente garantire un dato tiepido successo. Quanto meno, per limitare al minimo i licenziamenti, che non sono certo sintomi di espansivo futuro, come per un più lungimirante rinnovo contrattuale. Per << sopravvivenza >> cosa si stipula vincitrice o sconfitta, da questo (su più fronti motivato) "conflitto": ai fatti, una o più concrete e differenti testimonianze. Lo sviluppo multi-piattaforma è uno dei meccanismi più rodati che consente alle case sviluppatrici (ma non solo queste...) di muoversi con certezza variabile, di più estesa statistica a margine garante. Un processo (pur sempre conveniente, a quanto pare) che può determinare gravi complicazioni, non solo in termini di compatibilità, ma anche di complessiva qualità, soprattutto per quella "particolare" fascia di utenti PC. E credo che Rage possa bene (ma male, e nonostante diversi anni di certo o incerto work in progress) rappresentare uno dei più marcati esempi, di un tale tipo di sviluppo. Tradizionalmente "improprio" a certi storici marchi, ma che è ormai una comune routine, una consuetudine a giro fortunato o sfortunato di roulette. Direi, in parte cospicua, svogliato e inopportuno, soprattutto quando lo si abbina, appunto, a certe ben distinte certezze. La certezza che diviene incertezza, nulla di strano ne di troppo allarmante, è un lungo... e diffuso processo di passaggio, che prima o poi (auguro al più presto) si assesterà in una nuova fiorente fase. Magari (forse, e non saprei su che misura, o con quali nuovi spunti e pretesti, ancora alquanto distanti) a partire dall’avvento delle nuove generazioni console? Però io direi che, nel caso del prodotto Rage (e questa volta entrando un po’ più direttamente nel distinto merito della id Software) gioca un ruolo chiave molto influente, anche la propria scelta, potremmo dire, quasi "sperimentale" intrapresa dalla id Software: quella di aver voluto esplorare un "genere" (FPS espanso?) decisamente più aperto e miscelato (diciamo, in parte, insolito anche se...) rispetto allo scenario ed alle meccaniche standard, tipiche di un classico Quake o di un consueto Doom. Anche se Enemy Territory: Quake Wars, pur non essendo fruito direttamente dagli studi della id, (ma da un Team di sviluppo abbastanza noto in casa id) ha comunque dato prova non del tutto indifferente, di come certe insolite rivisitazioni sperimentali, per un dato target estetico-formale, stampo base evolutiva Quakeriana, possano bene adornarsi di un certo (seppur marginale) degno rinnovato espediente. Cosa voleva proporre, e cosa voleva essere Rage in realtà? Secondo il mio parere e mettendo, per un attimo, di canto la "scelta" di sviluppare il titolo in multi-piattaforma, con dichiarata (ed evidente) priorità console e non PC; Rage è anche una prova molto opinabile, di forza e coraggio, ovvero un ritorno al presente sotto i riflettori di una cruda e nuda id Software. Ne una Raven Software, ne una Splash Damage e ne altri Teams (che io sappia) hanno ricamato un'interprete veste, per questo nuovo titolo, che è ""tutto made in old id"". E lo si nota dall'inizio fino alla fine! Rage come videogioco, a me è piaciuto, e mi sarebbe piaciuto moltissimo, se solo avessi potuto video-giocarlo in modo normale, e con legittimo diritto nel farlo da subito! Ma non ho potuto. E dopo settimane trascorse in attesa di patches (una cosa imbarazzante!) per un pannello delle opzioni scarsamente degno di tale nome, e di appositi driver "ad infuso magico..."; ero già talmente stanco, amareggiato e "offeso"! Che non ho potuto ne usufruire ne godere, più di un "tot", di un'esperienza ludica, che si fa ricordare, ma che si fa presto a dimenticare! Giungendo fino al suo conclusivo e ""grandioso finale"" d'altri vecchi tempi, attonito di quel loro meno accattivante aspetto asettico! Magari il tutto perché << non mi soffermai >> molto, a considerare l'importante (?) guida parallela, determinante in quei marginali, ma partecipi, limitrofi fattori, inclusi nel pacchetto pubblicitario dell'intera opera Rage, pubblicata da una ben nota Bethesda! Personalmente, porgo i miei sinceri auguri ed incoraggiamenti alla id Software, comunque. Anche se ancor prima di aver licenziato alcuni suoi più diretti collaboratori, ha messo di canto il sottoscritto, videogiocatore PCista, e non certo per un attimo! In un altrettanto triste, seppur nettamente differente, tipo di licenziamento! Continuo a riporre "fiducia in voi", nella speranza che in un prossimo eventuale Rage 2, o in un "imminente" Doom 4, vi siano quei frutti più maturi (non al passo zoppo coi tempi in asta: ma con abile slancio, e oltre) di questo, ormai trascorso, acerbo risveglio. Che mi dispiace ma, e nonostante delle attenuanti, non posso fare altro che valutare come, mal disciplinato! Fruito da un pessimo metabolismo tech-form, oltre ché propositivo! Una momentanea, ma specifica e particolare, piccola-grande delusione! Una o più colpe? Si! Ma che non reputo giusto, siano da "imputare" unicamente alla scelta ed alla seguente opera della id Software, ma complessivamente, all’intero andazzo di certe prerogative e metodologie sempre più diffuse nell’odierno istintivo sviluppo espanso del video-gioco. Che ogni tanto fa le sue "inaspettate vittime" in campo proprio. Anche quando esse rappresentano, o rappresentavano, delle accese icone a suo simbolo, di "indiscutibilmente" (ma non saprei più, ne fino a che punto, ne con quali meriti) ben certa video-ludica. Rage dunque: un' incerta vittima, piuttosto che cert'altro.