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Polemiche e grandi attese

La fame di notizie per il terzo capitolo di Diablo è insaziabile, e questi primi giorni di agosto rappresentano un boccone di proporzioni ragguardevoli: novità sulla Beta e, di conseguenza, sul gioco e tutte le sue caratteristiche.
Tale boccone, però, sembra essersi rivelato carico di un sapore controverso. Invece di discutere su personaggi, abilità e analizzare nel dettaglio ogni singola informazione, i fan (e in parte il sottoscritto) si stanno concentrando sugli annunci relativi all'auction house implementata nel gioco.

Il sistema progettato da Blizzard, infatti, permetterà di mettere all'asta oggetti da pagare con moneta reale, con tanto di piccola tassa intascata dalla software house americana, parallelamente alla vendita di equipaggiamento tramite valuta del gioco. Saranno presenti limitazioni e regole ben precise, ma nonostante ciò la notizia ha sollevato un polverone.
Personalmente mi aspettavo qualche sorta di sistema che sfruttasse microtransazioni o comunque, in qualche modo, denaro reale, ma mi è difficile immaginare l'impatto che questo avrà sull'economia del gioco. Blizzard ha dimostrato di essere una grande software house, quindi non dubito che prima di implementare il tutto ci siano state lunghe discussioni e un'accurata pianificazione, oltre alla volontà di testare il sistema nella Beta; c'è anche da dire che nessuno è infallibile, e qualche timore rimane.
Legittimare una pratica riscontrata già da tempo su siti di aste online, da un lato potrebbe normalizzare il fenomeno, ma dall'altro rischia di accrescere la vendita “parallela” di oggetti su canali non ufficiali. Insomma, un grosso punto di domanda, che richiederà una prova con mano a gioco pubblicato prima di ottenere una risposta convincente.
Gli sviluppatori di Runic Games non hanno perso l'occasione per ribadire che il loro Torchlight 2 non implementerà mai un sistema del genere. Anche questo è un titolo che attendo con ansia, finalmente comprensivo di una modalità cooperativa online, totalmente assente nel suo predecessore.
Diablo III e Torchlight 2 sono sì diversi, ma puntano a soddisfare una fame dello stesso tipo; inutile negare una competizione ormai palese.
Nel frattempo non resta che perdersi nelle accanite (e a volte leggermente ossessive) discussioni in corso in ogni angolo della Rete.