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Recensioni mancate: Farming Simulator 2009 - Gold Edition
Giochi per il mio Computer non può recensire tutti i videogame per PC. Così, laddove la rigidità dell'impostazione editoriale cartacea preclude un'esaustiva panoramica sull'universo videoludico, sopperisco io. Oggi voglio recensire Farming Simulator 2009 - Gold Edition. Rifuggendo la rigidità dell'impostazione editoriale summenzionata e abbandonandomi con slancio alla flessibilità e all'anarchia dello strumento-blog, ho pensato di fare questa review un po' come mi viene, quasi in stile beat.
Farming Simulator 2009 ho in mente che sia a opera di uno sviluppatore svizzero o tedesco, ma non ci giurerei. Tratta della vita del contadino. Ora, la vita del contadino non è esattamente tutta rose e fiori. Lasciatevelo dire da uno che è di origini contadine. Quando si va in campagna d'estate è pieno di insetti che non vedono l'ora di pungerti e si suda da bestie. D'inverno il terreno è sempre tutto un fango e l'umidità ti entra dentro le ossa. Qualsiasi cosa fai comporta uno sforzo pazzesco, specie se sei abituato a un lavoro sedentario. Insomma, è una vitaccia e non a caso il contadino ha maturato il proverbiale "cervello fino": se vivesse una vita facile, tutti si prenderebbero gioco del suo animo impigrito dalle mollezze di un'esistenza agiata in cui basta allungare un braccio per raccogliere i frutti della terra; in realtà occorre fare una fatica del diavolo e gli sbocchi economici della sua attività sono tutt'altro che scontati. Per questo occorre industriarsi anche con la materia grigia.
Simulare sul computer la vita del contadino comporta dunque una scelta: prendiamo l'immagine idealizzata del coltivatore diretto o la sua cruda realtà? Farming Simulator 2009 - Gold Edition privilegia il primo aspetto e in questa scelta di campo (è proprio il caso di dirlo) decide di ridimensionare la parte gestionale, che è quello su cui in passato spesso ci si è cimentati (ricordate il vecchio Farm Simulator?). Difatti la vita del contadino è gestita con visuale in prima persona (o in terza persona alle spalle) e i lavori nei campi, fatti con appositi mezzi di trasporto, si seguono personalmente. Quando arrivano i risultati dei nostri sforzi ('raccolti' è il termine tecnico) si vendono i prodotti agricoli e ci si procurano nuovi mezzi più potenti da guidare e azionare. La cosa più bella di tutte, però, è che si può tranquillamente gironzolare a vuoto per tutta l'isola (sì, è il gioco ambientato in un'isola) con il proprio trattorino o con il veicolo spara-diserbanti e intralciare il traffico come in una versione agricola di GTA. Ecco, come ho detto, è una cosa veramente carina quest'ultima, anche perché l'unica attrattiva del mestiere di contadino è proprio quella dei ritmi lenti scanditi dal 'pop-pop' del proprio trattore con cui effettuare gli spostamenti del caso in una versione virtuale di "Una storia vera" di David Linch.
Se lo scenario fosse stato un po' più interattivo (per esempio, se si fosse potuto scambiare due chiacchiere con dei passanti o con i vicini, oppure entrare nelle chiese, oppure trovarsi una fidanzata contadina), ne sarebbe uscita fuori una variante notevole di Harvest Moon. Ma così non è, purtroppo o per fortuna. Difatti, non credo che sia necessario a tutti i costi uno scenario interattivo, basta metterci un po' di fantasia per conto proprio... anche se questa potrebbe essere una scusa bella e buona per gli sviluppatori pigri, che vogliono sdoganare i loro giochi pieni di schermate nere anzichè di scenari da favola e modelli fotorealistici.
In ogni caso, Farming Simulator 2009 vale un tentativo da parte di chi coltiva (anche qui è il caso di dirlo) fantasie agrobucoliche. Non chiedetemi in che cosa è diversa la Gold Edition rispetto a quella precedente perchè non lo so, non lo voglio sapere e non me ne frega niente.


Commenti
Effettua il login o registrati per lasciare un commentoBhe probabilmente non frega a nessuno, ma ci sono delle inesattezze. Lavoro in una concessionaria di macchine agricole e posso dirti che i problemi delle campagne sono tutt'altri, piuttosto che gli insetti ed il clima. La situazione è più nera delle coste della florida soffocate dal petrolio della BP. C'è una crisi allucinante, che porta gli agricoltori a puntare molto meno sugli investimenti, sia di mezzi agricoli sia come seminativo dei campi. Oggi il grano viene venduto a 13 centesimi al kg, mentre dal panificio lo troviamo anche a 3 euro al kg. Considerando che le spese, in media, per ogni kg di farina (tenendo conto la forza lavoro/manodopera per seminare,arare, coltivare, diserbare, ecc., l'acquisto di mezzi agricoli e la manutenzione di essi ed il combustibile, le spese della semenza e dei prodotti per la corrretta crescita della pianta, il clima che non è più regolare come prima e quindi si rischia la siccità e quindi poco raccolto, e molto altro ancora) ammontano a circa 25 centesimi, i contadini vanno sotto di 12 centesimi. Solo ultimamente è aumentato a 18 centesimi al kg il grano, perchè la russia ha dichiarato lo stato di siccità e bloccato l'esportazione.
Le quote latte, per chi possiede capi di bestiame, stanno uccidendo i nostri allevatori, che non riescono a fronteggiare l'importazione proveniente da altri paesi. Ed a noi ci tocca bere il latte cinese, russo, ecc., perchè venduto a prezzi stracciati, per aver allevato ovini e bovini con prodotti scadenti ed addirittura pompati con ormoni ed altra roba da galera.
I nostri politici corrotti e mafiosi contribuiscono tra l'altro sempre più a far affondare tutto ciò, perchè si pensa a far leggi ad personam, piuttosto che pensare all'intera comunità. C'è stata anche una richiesta dal parlamento per ELIMINARE il ministero dell'agricoltura.
E la nostra roba BUONA E SALUTARE finisce sempre di più all'estero, ed a noi tocca mangiare prodotti una qualità pessima.
Non si capisce quanto siano basilari e fondamentali allevamento ed agricoltura per lo Stato. Una nazione senza questi due capisaldi è una nazione morta.
Occhio che qui si finisce come in Argentina.
Scusate l'off topic
sAluti
@Superspit
Beh, denuncia importante, la tua, però, suvvia, un po' di umorismo : il post di Danilo vuole essere una scanzonata e ironica recensione di un buffo simulatore rurale. Stiam parlando di videogiochi, mica siamo a un seminario della FAO...
Ovviamente. Non c'era nessuna critica alla recensione...mi sentivo di esternare ciò che ho scritto da qualche parte e l'ho fatto nel posto più anonimo e dove probabilmente nessuno verrà mai a leggere (penso che questa recensione sia stata letta solo da me e te
). Dovevo anche riempire un buco di un quarto d'ora, causa noia. 
x Thesuperspit:
Scusa il ritardo con il quale ti commento. Innanzitutto credo che ci sia un grosso equivoco relativo all'idea di agricoltore, equivoco che fa riferimento alla possibilità di ricavare un reddito dall'attività di lavorazione dei campi pur disponendo di estensioni di terreno non particolarmente significative e senza applicare metodi professionali. Questa è l'idea romantica di agricoltore alla quale mi riferivo. In secondo luogo credo, anche se parlo in modo molto superficiale (ma il post è mio quindi posso fare come mi pare così come possono fare tutti i lettori nel limite del lecito) che l'agricoltura stia subendo la stretta economica al pari degli altri settori dopo anni di "vacche grasse" in cui si sono distribuiti sussidi e si sono fatti i classici interventi a pioggia. Come per molti settori, finchè mangiavano tutti, andava tutto bene poi quando si smette cominciano i problemi. Oggi gli interventi sono solo mirati, come dici tu, a foraggiare e sostenere il sistema clientelare dei nostri politici corrotti. Dico questo dopo aver visto qualche anno fa una puntata di Report su cui si basano tutte queste considerazioni. Ho appurato anche la difficoltà, verificata in prima persona, di reperire aiuti o costituire nuove imprese agricole (in pratica occorre dimostrare di poter produrre un reddito e fornire tutta una serie di requisiti sulla professionalità molto ardui da conseguire). L'agricoltura è un'ottima cosa ma, come per molte chimere del moderno sistema economico (chimere che vanno via via rivelandosi tali) ricavare un reddito è assai difficile. Lo stato non favorisce l'impresa individuale, tranne che a parole quando deve lanciare lo slogan "Piccolo è bello" e "Viva l'Italia delle piccole imprese". Devi fare il dipenedente, l'imprenditore stressato (o imbroglione), il politico, il parassita o quello fuori dal sistema. Ciao.
Per chiudere, diciamo che l'agricoltura funziona solo come economia di autosussistenza (e in questo caso funziona piuttosto bene).