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San Paro, città fantasma
APB: All Points Bulletin, un gioco che ha avuto alle spalle una mente importante come quella di Dave Jones, uno dei padri della serie Grand Theft Auto, ha (come probabilmente già sapete) chiuso i battenti, dopo nemmeno 3 mesi di vita.
Ho recensito personalmente questo titolo su Giochi per il Mio Computer, senza lesinare critiche a una struttura di gioco ripetitiva e piena di falle. Per chi non lo sapesse, APB era un MMORPG (non molto massivo) dall'ambientazione moderna, in cui criminali e tutori della legge si scontravano per le strade di una città chiamata San Paro, personalizzando i propri avatar e veicoli fin nei minimi particolari.
Il progetto è costato una cifra enorme, milioni di dollari spesi in anni di lavoro su un gioco che, anche a detta di alcuni membri della software house, ha sofferto di una lunga serie di vicissitudini durante tutto il periodo di lavorazione. Sono dell'idea che quando si giudica un gioco bisogna sempre comprendere che si tratta del frutto del lavoro di decine, e spesso addirittura centinaia di persone, che ovviamente provano emozioni e tutto vorrebbero meno che vedere il loro progetto finire in questo modo. Il dispiacere per questa notizia, quindi, c'è tutto, nonostante il gioco abbia sofferto di gravi problemi e non abbia meritato gloria e successo. Come ho scritto nella recensione, rimane una grande, grandissima amarezza per quella che era un'idea dal potenziale straordinario, sprecata in un modo altrettanto incredibile.
Se conoscete l'inglese e volete leggere un lungo, ma interessante blog post scritto da uno sviluppatore che ha lavorato per Realtime Worlds, andate qui. In sintesi, vengono illustrati molti degli errori svolti durante la produzione di APB, dalle insensate suddivisioni in piccoli team alla cattiva gestione dei milioni di dollari a disposizione. Ci si rende conto, insomma, di come sia semplice perdere il senso della realtà, immersi in ambienti di lavoro di questo tipo.



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Effettua il login o registrati per lasciare un commentoAl di là della marea di soldi buttata nel cesso, mi spiace proprio, come tu sottolinei, per le persone che hanno lavorato con ardore e passione riponendo tutta la loro creatività, sogni e talento in un gioco che ha avuto un pessimo esito. Se ciò potesse minimamente ripagare gli sforzi di questi ragazzi, comprerei il gioco 20 volte. In genere non ci penso, ma leggere questo tuo trafiletto ha portato la mia mente ad immaginare le facce amareggiate dei programmatori. RIP