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Skyrim, si parte
Skyrim è disponibile da poche ore, e il vasto mondo plasmato da Bethesda ha già catturato gli appassionati della serie The Elder Scrolls, con la sua densa atmosfera e il senso di libertà tipico di questo genere di giochi.
I mondi aperti mi hanno sempre affascinato grazie alla consapevolezza di poter raggiungere quella montagna così lontana, o la foresta che sembra dipinta sullo sfondo, in attesa di essere esplorata centimetro dopo centimetro senza troppe barriere invisibili a rovinare un'immersione totale.
Questa mia preferenza, già menzionata in altri post, va a braccetto con un'opinione consolidatasi negli anni, e che rappresenta il mio punto di vista personale: un (buon) titolo ambientato in un mondo aperto è in grado di regalare avventure memorabili, una gran quantità di quei momenti che si raccontano agli amici, un'esperienza complessiva consegnata nelle mani dei giocatori e non ingabbiata in corridoi o trame presentate in modo forzato e lineare. Ogni persona ha un concetto di “videogioco” diverso, influenzato dai suoi gusti e definito da molte variabili: trovarmi nel mezzo di una landa inesplorata che si estende in tutte le direzioni, alla ricerca di una quest da intraprendere e una storia che attende le mie mosse (e non il contrario), rappresenta il mio concetto personale di videogioco.
I titoli appartenenti alla serie The Elder Scrolls sono da anni un punto fermo per gli appassionati di questo genere, promuovendo la non linearità come base di una struttura di gioco che regala centinaia di ore di contenuti, in pieno contrasto con la tendenza sempre più diffusa a confezionare avventure per giocatore singolo completabili in un pomeriggio.
A questo bisogna aggiungere l'incredibile supporto della comunità, che ha letteralmente cambiato il volto di Morrowind e Oblivion grazie a nuove texture, effetti grafici, e una lunga serie di migliorie implementate con passione e senza chiedere un euro; migliorie importanti per correggere imperfezioni che, seppur attenuate in Skyrim, hanno sempre fatto parte di ogni gioco sviluppato da Bethesda.
Questi Mod contribuiscono, inoltre, a donare nuova linfa vitale, una sorta di continua iniezione di un siero ringiovanente che funziona molto bene: Morrowind opportunamente modificato fa ancora una bella figura a distanza di 9 anni dalla sua pubblicazione.
In questo momento stanno giocando a Skyrim (su PC) ben 134.095 persone, stando alle statistiche di Steam; un numero imponente che, in un minuto, salirà di un'unità (me).



Commenti
Effettua il login o registrati per lasciare un commentoCiao Antonio.
Che dire dopo aver concluso un'esperienza videoludica di "particolare" stampo fantasy, in un' affascinante se pur fredda Skyrim a fiordo di un impero in decadenza. Tornando indietro verso la linea di partenza, io consiglierei a chi per la prima volta parte per un viaggio "Skyrimiano", a priori di notare attentamente da dov'è che ancor prima parte l'originaria linea prospettica di Skyrim! La quale non è certo stata tracciata dal nulla, ma da un lontano punto di origine, che conosciamo bene con il nome di The Elder Scrolls. Quindi seguendo meglio questa più amplia linea, proviamo a chiederci: la serie stessa, ed in modo complessivo il genere di appartenenza, a che punto sono arrivati, e da quale punto intendono ripartire? Non essendo affatto una serie che tratta di un genere qualunque, ma dello specifico GDR, che come tu ben sai, è uno dei generi più visitati, complessi e coinvolgenti dell' intero comprendorio videoludico; la propria veste GDR indossata dall'innegabile fascino di TES, a mio parere, presenta ormai dopo lunghi anni di sorprese e di ineccepibili meriti (ottenuti nei suoi precedenti capitoli, i più noti Morrowind e Oblivion) dei vistosi strappi, difficilmente ricucibili per via di un ago che da troppo tempo stà nel "pagliaio". Come il lungo manto di una bellissima principessa, e del suo strascico; che giunto ai giorni nostri come ornamento di una reggente seppur sciupata regina, dà l'impressione, nonostante una certa appariscenza, di non sapere più da dove attingere nuove più convincenti idee e relative proposte, dedite ad un più moderno stile di intrattenimento videoludico. In altre parole Skyrim ultimo erede di una storica saga, dietro un affascinante sipario di nuova luce, mette in mostra un vecchio noto "spettacolo delle ombre"; che pur senza molte innovazioni e più coinvolgenti sfumature, riesce in parte ugualmente ad eludere certe più lungimiranti mancate aspettative! Ovviamente questa è una riflessiva considerazione personale e tale rimane, condivisibile o meno che sia; ma credo che essendo come te un grande appassionato ed intenditore di videogiochi, per certi aspetti maggiormente, del genere GDR, dedurrai di come essa non sia frutto di un' acerba valutazione. Concordo in parte con ciò che hai detto nel merito di alcune caratteristiche peculiari che sono fondamentali, e io direi anche dovute, in un odierno videoludico Gioco Di Ruolo con certe premesse; però onestamente non trovo chiaro e convincente riscontro alle voci inerenti a (non amo usare il copia-incolla, ti chiedo scusa) : ""un'esperienza complessiva consegnata nelle mani dei giocatori e non ingabbiata in corridoi o trame presentate in modo forzato e lineare"". Ora in effetti sarà che ognuno coltiva la propria passione videoludica con concimi, cure ed attenzioni differenti; o che magari non si trattava di un riferimento a qualche recente panorama GDR, ma all' auspicata e condivisa speranza riposta in un prossimo futuro? Fatto sta che restando al presente per me è chiaro e certo che le cose, (quelle cose che hai fatto bene a dire, e che io ho voluto cogliere tra virgolette) sia in Skyrim che in varie misure in cospicua (non assoluta) parte degli attuali GDR cosiddetti: open story in totale o parziale free roaming, non stanno proprio così, purtroppo. Cambiano i metodi, gli spazi, i percorsi e le astuzie, ma rimane immutato quel limite "ignoto", che nel voler fare "dispetto" ad un noto corridoio, diventa un'enorme muro invisibile. E non è un riferimento a quei muri trasparenti eretti ad ostacolo fisico, ma a quelli materialmente impercettibili, ma presenti a circoscrizione di un'enorme gabbia all' aperto; che impedisce ad una florida immaginazione (in special modo se dedita a misurarsi in un mondo fantasy!) con allegate verdi aspettative, di spiccare il volo oltre a delle scomode, ma che in una certa ottica sviluppatrice, mi rendo conto di come diventino comode sbarre. Una constatazione per me molto tangibile e compromettente a livello di una contemporanea esperienza videoludica fantasy GDR, pienamente godibile al di sopra di un certo vecchio standardizzato canone "pseduo-ludico". Un'esperienza che al momento (riservo anch'io sempre qualche speranza per il futuro videoludico, "non ne posso fare a meno" in molti sensi) trova il sottoscritto più propenso verso un differente approccio intrattenitivo; come nella lettura di un buon libro o la visione di un film fantasy di qualità. Gradite diverse opportunità grazie alle quali riesco a donare maggior respiro ad una più viva immaginazione con futura libera interpretazione e consapevolezza degli eventi; nonchè di un loro degno e valido riscontro a specchio di un RUOLO portante, all' interno di una storia che in maniera elegante, si accorge e si volta verso il riconoscente spettatore "interattivo".
Molto interessante la parte in cui hai trattato l'argomento MODDING; indubbiamente collegato alla serie TES, una delle più "moddate" di tutta la felice storia videoludica. Magari se sei daccordo, possiamo con piacere discutere insieme su questo ricco e vasto argomento. Passo a te la palla in balzo.
Alla prossima
Ciao Art,
il mio entusiasmo verso Skyrim cela anche una speranza: veder fiorire questo genere con l'entrata in gioco di altre case di sviluppo, in modo da creare una sana "concorrenza" e uno slancio per superare alcuni dei limiti che tu hai citato. Limiti che dobbiamo comunque aspettarci da un videogioco, ostacoli a una totale libertà, dettagli più o meno importanti che spezzano una magia sempre più articolata e impressionante.
Abbiamo una casa di sviluppo, Bethesda, che produce la gran parte dei GDR ambientati in mondi aperti disponibili sul mercato. L'entrata in scena di altre software house metterebbe probabilmente in moto uno spirito creativo che migliorerebbe ulteriormente una serie già eccellente, ma alla ricerca di novità (come tu hai giustamente scritto).
I titoli appartenenti alla serie di Gothic e Two Worlds non hanno dimostrato di possedere una marcia in più, e per ora dobbiamo "accontentarci".
Skyrim rappresenta l'ovvia evoluzione della serie The Elder Scrolls. Sarà sufficiente plasmare un nuovo mondo, fondato su meccaniche che ormai anche i più recenti appassionati conoscono molto bene? Vedremo le intenzioni degli sviluppatori, ma credo che anche loro siano perfettamente consapevoli della necessità di implementare una buona dose di novità (anche strutturali) nei prossimi capitoli.
Per il momento, però, mi ritengo soddisfatto, e con l'aiuto di un po' di immaginazione riesco a godermi ogni singolo viaggio attraverso Skyrim.
A presto