L’altro giorno sono stato al centro commerciale per vedere se c’erano quei mitici cestoni con i giochi a 5 euro l’uno. Ebbene: c’erano. È così che mi sono accaparrato una copia di Battlefield: Vietnam pescata fra scatole di “Crea i tuoi vestiti con Barbie Raperonzolo”, “Superquiz: rispondi alle domande sui vampiri di Twilight e sul mondo di Patty” e “Kung-fu Panda Vs. Buzz Lightyear nel classico gioco su licenza per bambini”. Ora, siccome Battlefield: Vietnam, in effetti, è stato già sviscerato su GMC, ho avuto la bella pensata di fare una recensione tutta concentrata sul suo aspetto single player, recensione che acquista così un carattere forzatamente inedito.