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Torna a casa Lexis

Da un po' di tempo, non fa che tornarmi in mente il nome di uno sviluppatore francese.
Lexis Numérique. Non uno a caso. Quello di In Memoriam e Experience 112.
Nel primo gioco, un'avventura grafica uscita nel 2003, avevamo da risolvere un caso di sequestro a opera di un serial killer. L'indagine si svolgeva analizzando un CD-rom con una serie di enigmi da risolvere al fine di ottenere indizi utili per scovare il killer.

L'idea era brillante: la storia, narrata in prima persona, si svolgeva un po' come in quei film in cui il detective ha tutto a portata di mano, deve solo utilizzare il proprio intuito e gli strumenti di cui dispone. Nel nostro caso, anche Internet. Infatti, per risolvere gli enigmi, gran parte delle informazioni si potevano ricercare sul Web, su siti creati apposta dagli sviluppatori oppure nel mare magnum dell'informazione digitale. Ma non bastava questo: bisognava proprio usare la testa, capire come sfruttare queste informazioni in maniera logica. E credetemi la logica è logica, sembra scontata e banale, eppure partiamo svantaggiati, perchè abituati ad agire secondo pattern, abitudini o per tentativi. In Memoriam non era proprio un brain training. Era divertente e aveva quel genere di trama che fa presa sui giocatori. Un successo riconosciuto da più parti.
A Lexis Numérique piace sperimentare, quindi. Lo rifà nel 2007 con Experience 112, un'avventura grafica tutta tridimensionale in cui seguivamo le azioni della protagonista da una console. L'avventura era in seconda persona, il giocatore vestiva i panni di un misterioso personaggio che poteva aiutare Lea a esplorare i laboratori sfruttando i comandi della sua postazione virtuale: attivare e disattivare le telecamere, esplorare e indicare alla protagonista di analizzare alcuni dettagli, accendere e spegnere le luci per suggerire la strada da percorrere e aprire o chiudere le porte secondo necessità. La storia era intrigante, anche perchè unita allo stile di gioco creava un mix di tensione e mistero davvero singolare. Peccato che, verso la metà, l'intreccio prendesse una strada inaspettatamente deludente.
A parte questo, però è innegabile: Lexis Numérique ha saputo stupire.
Attualmente ha in cantiere alcune nuove avventure grafiche per console, eppure non sembra intenzionata a sviluppare qualcosa per PC. Niente, neanche un porting. L'unica cosa è anche fuori dalla nostra portata. Si chiama Morpheo, ed è un software per la manipolazione facciale sviluppato per la Gendarmeria Francese. Anche Lexis ha preso il largo verso i lidi assolati delle console, come Quantic Dream. Mi chiedo: questa migrazione è di quelle che vanno in una sola direzione, oppure presuppone un ritorno a casa?